SALVIAMO FACOLTÀ DI FREQUENZA
«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. »
Il clima di guerra civile comincia a diffondersi.
Il primo (correggo: il secondo) a capirlo è il rettore dell'università di Siena che per adeguarsi al nuovo clima di annichilimento del pensiero ha deciso che dopo otto anni la prima webradio universitaria italiana, Facoltà di Frequenza, deve chiudere i battenti: dal primo luglio, a meno di ripensamenti dell'ultimo minuto, l'università non rinnoverà la convenzione e la frequenza fm 99.4 tornerà al legittimo proprietario, e con essa tutte le relative attrezzature concesse ai ragazzi che fanno parte di questo progetto.
I motivi ufficiali li saprà solo lui (economici per caso???), ma fatto sta che comincia a prefigurarsi quel mio timore espresso qualche post fa: la guerra civile inizia così. Prima chiudiamo un radio universitaria storica, poi qualche radio fm, finiamo con qualche tv (ne resterà solo una.... Rete4 :S).
Probabilmente sarò io pessimista, e mi scuso di ciò, ma questa notizia (essendo anche io coinvolto in una webradio universitaria) mi ha fatto davvero incazzare.
Anche noi dell'UniSa abbiamo provveduto a realizzare uno spot (che già sta andando in onda) per tentare di sensibilizzare i nostri ascoltatori... Speriamo sia utile...
Intanto mi sono ricordato anche di un altro caso simile: RockFM. La prima ed unica (mi dispiace cara Virgin...) radio che trasmetteva soltanto rock. Ha chiuso le trasmissioni FM lo scorso 31 maggio alle 18:00. Se cercate su internet circola la registrazione degli ultimi dieci minuti di trasmissione. E per chi è in qualche modo dentro questo mondo è estremamente toccante.
E ovviamente ti fa incazzare.
Ormai anche esprimersi liberamente ha un prezzo e se non si ha dietro un qualche forte gruppo imprenditoriale si fa la fine di RockFM. O magari di FdF. E di tutte quelle che verranno.
Per sostenere in qualche modo questo accorato appello di salvare in extremis FdF, visitate:
http://www.e-x-p.it/campagna.html
Vi prego di inviare l'appello al rettore dell'UniSiena così come specificato sul sito appena menzionato. Un po' tutta UniS@und Webradio ha partecipato a questa iniziativa.
In giro per le webradio universitarie gira lo spot per FdF (personalmente ho lasciato un post-it in regia chiedendo ai vari tecnici di piazzare lo spot originario (+ il nostro) ad ogni interruzione pubblicitaria).
Speriamo bene...
In giro per le webradio universitarie gira lo spot per FdF (personalmente ho lasciato un post-it in regia chiedendo ai vari tecnici di piazzare lo spot originario (+ il nostro) ad ogni interruzione pubblicitaria).
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