La morte di una democrazia e la morte di Rocco
"Saranno abolite da quest'oggi tutte le trasmissioni tv de La7, MTV e Rai3, Rai2 verrà commissariata e trasmetterà soltanto dalle 13:00 alle 20:00. L'accesso ad internet sarà disponibile per una sola ora al giorno su alcuni e selezioni siti internet. Sarà considerato reato penale voler accedere a siti non permessi. Tutte le conversazioni verranno registrate. Gli unici quotidiani consentiti saranno La Padania, Il Foglio, Il Corriere della Sera, La Gazzetta Ufficiale, La Gazzetta dello Sport, TuttoSport, Il Corriere dello Sport".
Così Rocco leggeva sull'ultima edizione de La Repubblica. Quel giorno Rocco si sentì per la prima volta umiliato e sconfitto. Lui che per una vita si era speso contro tutti i qualunquisti, i populisti, contro chi non se ne fregava della liberà dell'informazione, del fatto che la tv riusciva a controllare la mente della "massa". La massa quel giorno vinse. Non c'era più posto per Rocco. Non c'era più posto per la libertà d'informazione. E così Rocco quel giorno si ricordò quando, da ragazzo, andò in vacanza in Romania, quell'estate del 2007. Sul treno Bucarest-Ploiesti-Tirgu Mures, incontrò una signora 60enne, che sentì il nostro accento italiano e si ricordò anch'essa della sua giovinezza. Lei disse in un buon italiano nonostante non lo parlasse da anni, che quando era ragazza, aveva un'amica di penna italiana, con la quale si scambiava delle lettere. La cosa più tenera di questo mondo a vedere di Rocco. Poi aggiunse: "Poi venne Ceaucescu. Non ci sentimmo più". Da quel giorno Rocco ebbe la conferma che tutti i regimi restano regimi, non essendo né di destra né di sinistra. Si sentì un pò colpevole Rocco, quel giorno, per aver anche soltanto pensato che quel dittatore rumeno era 'buono'. Da quel giorno, Rocco difese a spada tratta i rumeni, perché hanno visto gli stessi orrori del primo ventennio fascista italiano. Per fare ciò Rocco lasciò una (presunta) fiamma, si fece nemici tra i parenti, gli amici non capirono il perché di questa scelta di difendere quegli sporchi ruba-bambini di rumeni, "come fai a difendere gente che non si lava, che vive in baracche, che fa l'elemosina?" gli dicevano. Ma Rocco ha un po' di sangue nelle sue vene della famiglia Tuosto, di nome e di fatto. E così li difese, sempre.
Finché, quel triste giorno, gli unici giornali ancora rimasti aperti e liberi (ormai Rocco aveva tolto la tv da casa da anni), comunicarono la notizia della morte cerebrale di una democrazia. La massa ha vinto. Quel giorno Rocco è morto.


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