La futura classe dirigente
Perché non ho mai cercato di semplificare la mia vita? Altro dubbio esistenziale, Rocco mio. Me lo chiedo spesso, sai? Mi guardo intorno. E vedo gente svogliata molto più di me. Vedo gente con la quale ragionare senza sprofondare nel peggiore qualunquismo/populismo/demagogia è impossibile. Ma proprio questa gente è quella che ha un futuro avanti. È il plotoncino che in università prende sempre e comunque 30, 30 e lode, oppure 31 e lode (eh sì, spesso i nostri prof assegnano un punteggio massimo di 32, e il plotoncino spesso va oltre il voto massimo...). Come fa? Studia. O meglio. Memorizza tutto con uno stile molto simile ad un bambino che recita la poesia a memoria o ad un bimbo di una scuola coranica costretto a conoscere versetto per versetto il Corano. Poi il giorno di "Natale", sotto il piatto Papà-professore si trova la poesia-compito, e chiede al pargoletto-studente se ha qualcosa da dirgli e quindi parte la cantilena. Magari anche accompagnato dalla lettura metrica latina, così come insegnatoci al liceo. Finita la recita, parte l'applauso.
"Rocco caro, e tu?" - "Io non so spiegarmi, preferisco avere un foglio avanti e spiegare quella parte che ho capito". E giù fischi, "Oggetti contundenti, butteglie, munn... muzzarelle, pizze margherite, piezzi di spalatini, preservativi usati... Il cielo era invaso dagli UFO" (citazione doverosa da Daniele Sepe - Zut/A/Traverso). E un libretto che ha visto soltanto due trenta su dodici esami. Per questo "affronto" il plotoncino ha tolto il saluto a Rocco, non son degno di loro (che peccato eh.....).
Ma d'altronde, sempre considerando il nuovo vento che spira in Italia, è il plotoncino la prossima classe dirigente italiana: in base alla meritocrazia loro meritano più di me, è oggettivo e nessuno potrà obiettargli nulla.
Chissà invece cosa prevede il fato per un povero coglione che, quando ne ha voglia, tenta di capire perché un libro ha detto che una cosa deve essere fatta in quel modo piuttosto che in un altro.
I dogmi non li ho mai tollerati. Mi troverò male in futuro, non c'è dubbio che stia sbagliando, ma voglio continuare a sbagliare finché non mi renderò conto da solo dei miei clamorosi sbagli (tra cui: perché non posso vivere da "italiano medio"?). E proseguo rispetto alla massa, parafrasando (e un po' me ne vergogno per l'accostamento che sto facendo tra me e un mito) il lavoro di un altro "folle", ostinatamente in direzione contraria.


1 Commenti:
Bè consolati siamo almeno in due...
'O Sepe
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